Museo Archeologico di Colfiorito

 


Museo Archeologico di Colfiorito

Sulle tracce degli antichi UMBRI
Claudio Maccherani, Perugia, 2021

PLESTIA

Museo Archeologico (Colfiorito)

Chiesa di Santa Maria di Plestia (Serravalle di Chienti)

9 settembre 2012

[Claudio, Vera Lúcia de Oliveira]

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Chiesa di Santa Maria di Plestia, 9 settembre 2012, foto Claudio Maccherani


Chiesa di Santa Maria di Plestia

 

 
Santa Maria di Plestia, Vera

 

PLESTIA è un'antica città UMBRA, sull'antica via della Spina, scomparsa nel X secolo per cause sconosciute. Era situata sull'altopiano di Colfiorito nella zona della chiesa di Santa Maria di Pistia, sulle rive del Lacus Plestinus bonificato in seguito con la costruzione del collettore Botte dei Varano. Si trovava in una posizione che è a cavallo del confine tra le attuali regioni Umbria e Marche.

Reperti risalenti al Paleolitico superiore individuati nella località Fonte delle Mattinate, un ripostiglio di asce dai margini rialzati ai piedi del monte Trella e altri ritrovamenti riconducibili all'età del bronzo (fine III millennio a.C.) testimoniano l'importanza fin dalla preistoria degli altopiani di Colfiorito negli itinerari transappenninici come punto nodale tra i territori tirrenici e quelli adriatici. L'area fu occupata da insediamenti stabili già dalla fine del X secolo a.C. e sembra aver avuto rapporti con gli ambienti etrusco e piceno.

Ad occupare la zona erano i Plestini, popolo umbro diffuso su un territorio di 120–130 km² delimitato a ovest dalla media Valle del Topino e dalla Valle del Menotre, ad est dalle montagne del territorio camerte. Il loro nome, secondo alcuni, deriverebbe derivare dai filistei (in ebraico פלשתים plishtim) che ebbero rapporti con i piceni. Sembra che in questa zona sia avvenuto lo scontro della II guerra punica (217 a.C.) tra 4000 cavalieri romani, in fuga dopo la battaglia del Trasimeno, comandati dal pretore Caio Centenio e le truppe cartaginesi di Maarbale.

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Dal VI secolo a.C. al I secolo a.C. fu in funzione un luogo di culto dedicato alla dea Cupra che, nato come santuario "federale" per le popolazioni dei castellieri, svolse in una comunità non urbanizzata una funzione di aggregazione anche dal punto di vista politico e per servizi emporiali.

L'area sacra a Cupra esercitava la sua funzione di attrazione per centralità e ricchezza di acque e perciò fu qui che, in avanzata età repubblicana, dopo forse la guerra sociale del 90 a.C., nacque la città di Plestia, Res Publica Plestinorum, municipio romano della VI Regio augustea, scomparsa nel X secolo.

Il MAC - Museo Archeologico di Colfiorito - inaugurato nel 2011, riporta testimonianze del popolo umbro dei Plestini, dalla prima Età del Ferro fino all'alto Medioevo, nonché reperti del santuario della dea Cupra

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Chiesa di Santa Maria di PLESTIA

La Chiesa di Santa Maria di Plestia (o di Pistia), santuario di "confine" sull'Altopiano Plestino, tra Umbria e Marche, sorge sul luogo dell'antica cattedrale, che a sua volta sorgeva sul luogo del santuario alla dea Cupra, venerata qui come "madre dei plestini", secondo quanto riportato dalle 4 lamine bronzee del IV secolo a.C.  (continuità nel tempo: Dea Madre -> Dea Cupra -> Madonna, NdR).

In stile protoromanico, l'interno è in un'unica navata con un presbiterio sopraelevato raggiungibile attraverso una scalinata che sale sopra una più antica cripta romanica. A destra della porta d'ingresso, una moderna scala a chiocciola permette di scendere ai ruderi dell'antica Plestia.

A 300 metri dalla chiesa, sulla via di Valvaccagna verso Nocera, che parte dal piazzale antistante, c'è il tempio, frequentato dalla fine del VI secolo a.C. e oggi completamente interrato, dedicato a Cupra, dea della religione umbra, "madre dei plestini".

 


Museo Archeologico di Colfiorito


Chiesa di Santa Maria di Plestia


Villa Adriana, 1997


Chiesa di Santa Maria di Plestia


Chiesa di Santa Maria di Plestia


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Chiesa di Santa Maria di Plestia


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Claudio Maccherani, 2021