Villa Adriana, 1997, Teatro Marittimo


Villa Adriana, 1997, cigno

Sulle tracce degli antichi Romani
Claudio Maccherani, Perugia, 2021

VILLA ADRIANA (Tivoli)

17 agosto 1997 - [Claudio, Vera Lúcia de Oliveira]

 

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Villa Adriana, Canopo, Vera e Claudio, 17/08/1997 (foto Claudio Maccherani)


Villa Adriana, 1997, Pecile

 

Villa adriana, 1997, Canopo

Piazza Armerina [37 foto]

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VILLA ADRIANA (Tivoli)

Di questa vasta -120 ettari, 1.200.000 mt2 - e ricchissima villa si sa solo che Adriano, reduce dal suo primo grande viaggio nelle provincie orientali dell'impero, nel 126 fece iniziare i lavori presso Tibur (Tivoli) per trascorrervi il resto della vita in una sfarzosa tranquillità. L'imperatore, per ricordare i luoghi e gli edifici che più avevano colpito la sua fantasia di artista nel corso dei suoi viaggi, vi ha fatto riprodurre il Liceo, l'Accademia, il Pritaneo ed il Pecile (edifici o luoghi celebri di Atene), il canale di Canopo (antico porto del Delta del Nilo), la valle di Tempe in Tessaglia e anche gli Inferi (descritti dalla fantasia dei poeti).

Era un complesso di oltre 30 edifici, il più grande esempio romano di Giardino Alessandrino ricreato su un paesaggio sacrale. La villa includeva palazzi, terme, teatri, templi, librerie, quartieri di abitazione per cortigiani, pretoriani e schiavi. Molti sono gli stili presenti, soprattutto greci ed egizi. Adriano stesso fu l'architetto della villa, ispirandosi ai suoi numerosi e lunghi viaggi, come nelle cariatidi del Canopus, o il Dio egizio della fertilità Bes. Il Teatro Marittimo è di stile ionico, il Canopus con archi corinzi, mentre il Serapeo è di chiara architettura romana. Qui si riporta solo un elenco delle tante componenti di questa grandiosa - e unica - residenza.

Teatro Greco, Ippodromo, Pecile (ricostruzione della stoà poikìle - portico dipinto -  di Atene, costituito da un monumentale quadriportico di 100 x 25 metri, con un grande giardino e piscina al centro), Cento camerelle (complesso a due o tre piani, forse il quartiere delle guardie imperali), Bagni di Heliocamino (il complesso più antico della villa), Piccolo Palazzo, Torre di Roccabruna, Ninfeo, Tempio degli Stoici, Teatro Marittimo (isola artificiale realizzata su un canale anulare con al centro una villa in miniatura a più ambienti, disposti intorno a un cortiletto porticato con fontana al centro, luogo di rifugio privatissimo dell'imperatore).

 E poi Biblioteca, Tempio di Venere, Palazzo Imperiale (il luogo più elevato, con una estensione di circa 50.000 metri quadrati),Piazza d'Oro, Peristilio , Hospitalia, Terrazza di Tempe, Sala dei pilastri dorici, Ninfeo, Piccolo Palazzo (o Accademia), Tempio di Apollo, Palazzo Pretorio, Piccole Terme, Grandi Terme, Terme delle Donne, Terme degli Uomini, Scuole Filosofiche, Canopo (che rappresentava il Tempio egizio di Serapide, nella cittò di Canopo, presso Alessandria)

dal 1999 Villa Adriana di Tivoli è entrata nella "World Heritage List - Patrimonio Mondiale dell'Umanità" UNESCO

Villa Adriana è costituita da un eccezionale complesso di edifici classici che combinano elementi architettonici egizi, greci e romani. Per costruire la villa, destinata ad essere la residenza suburbana dell’Imperatore Adriano, servirono circa vent’anni, tra il 118 e il 138 d.C., e vennero impiegate tecniche avanzate di costruzione e di idraulica.

Essa sorge su un pianoro tra i due affluenti del fiume Aniene nella piana sottostante Tivoli, a est di Roma. L’imperatore scelse tale posizione per numerosi fattori: la grande ricchezza d’acqua e di vegetazione della zona, la vicinanza con Roma, (sole 17 miglia romane, ovvero 28 chilometri) e il collegamento della via Tiburtina. Inoltre, la posizione rialzata e panoramica, situata tra due affluenti dell’Aniene, la rendeva un sito strategico, agevole e allo stesso tempo facilmente difendibile e controllabile.

Il progetto architettonico della Villa, considerata la regina delle Ville imperiali dell’antica Roma per l’imponente grandiosità dell’architettura, rappresentava una vera e propria città, estesa su un’area di circa 120 ettari e divisa in quattro nuclei: gli edifici di rappresentanza e termali, il Palazzo imperiale, la residenza estiva e la zona monumentale. La Villa riproponeva gli spazi della città romana ma anche le province dell’Impero, per questo viene definita come una città ideale, in cui le parti si accordano in una grande descrizione simbolica del mondo mediterraneo dell’epoca di Adriano. In ricordo dei viaggi di Adriano nelle province, gli edifici monumentali sono dedicati alla Grecia, all’Egitto, alla Siria: ad esempio, il Pecile ripropone la Stoà di Atene, il celebre porticato sotto cui si discuteva di filosofia e scienza. Oltre al Palazzo imperiale, vi erano templi, biblioteche, teatri, terme, ninfei, l’odeon, l’arena, l’accademia e poi parchi, magazzini e alloggi per la servitù e le guarnigioni. L’apparato decorativo e scultoreo era di altissimo livello: ovunque troviamo statue, giochi d’acqua, colonnati, marmi pregiati, affreschi, stucchi e mosaici policromi.

Adriano, che possedeva una personalità poliedrica, si dilettava di diverse arti, tra cui musica, architettura, letteratura, filosofia ed era convinto della missione universalistica dell’impero. Con questa visione egli aveva progettato per la sua Villa ampi spazi a giardino, in un’ottica di dialogo tra architettura, paesaggio, e giardino artificiale. La presenza di vigneti e oliveti, impiantati successivamente nei secoli seguenti, divenne parte dell’immagine della Villa e fornì da esempio per i giardini rinascimentali. L’uso di statue e il ruolo fondamentale dei giochi d’acqua, talvolta anche molto complessi, costituirono, inoltre, un modello per i giardini nobiliari rinascimentali, ispirati al gusto antico.

Con il declino dell’Impero, la Villa subì varie razzie e per molti secoli venne lasciata in stato d’abbandono e sfruttata come cava di materiali da costruzione. Il prodigioso patrimonio di statue venne spogliato via via da papi e cardinali, a partire dal Cinquecento.

Soltanto alla fine del XIX secolo, quando la Villa entrò nel patrimonio del Regno d’Italia, iniziarono le prime opere di recupero sistematiche, che si protrassero per tutto il XX secolo, coinvolgendo specialisti archeologi internazionali. Sono ancora in corso scavi e studi, poiché non è stata chiarita la funzione di tutte le strutture.

Villa Adriana ebbe un ruolo fondamentale per la riscoperta dell’architettura antica ad opera degli umanisti del Cinquecento. Per tutto il Rinascimento svolse un ruolo fondamentale per la riscoperta dell’arte e dell’architettura antica e venne visitata dai più geniali artisti italiani. Nei secoli seguenti, la Villa fu amata dai viaggiatori sei-settecenteschi per il suo paesaggio, con le rovine che emergevano tra i tralci di viti, tra gli olivi o tra le fronde selvatiche.


Villa Adriana (romanoimpero.com)


Villa Adriana (katatexilus.com)


Villa Adriana (katatexilus.com)


Villa Adriana, villa (katatexilus.com)


Villa (katatexilus.com)


Villa Adriana, 1997, Vera


Villa Adriana, 1997


Villa Adriana, 1997


Villa Adriana, 1997


Villa Adriana, 1997, (Vera)


Villa Adriana, 1997, Pretorio


Villa Adriana, 1997, cigno e coccodrillo


Villa Adriana, 1997, cigno e coccodrillo


Villa Adriana, 1997, pavimento


Villa Adriana, 1997, Pretorio


Villa Adriana, 1997, Pecile


Villa Adriana, 1997, pavimento


Villa Adriana, 1997, pavimento

Claudio Maccherani, 2021