B&B "da Beppe al Borgo"


Salvatore Fosci

Sulle tracce degli Etruschi
Claudio Maccherani, Perugia, 2019

29 - la TUSCIA e la "PIRAMIDE" di Bomarzo
 25-27 aprile 2019   [Mauro, Teresa, Alfio, Eliane, Claudio, Vera]
[CLICK per ingrandire le foto]


"PIRAMIDE" di Bomarzo, Claudio Maccherani


Monache Trappiste di Vitorchiano

Eliane, Teresa, Alfio

L'escursione - che originariamente prevedeva Cerveteri, Viterbo, Vitorchiano, Soriano nel Cimino, Nepi, Civita Castellana, Sutri e Bomarzo - si è svolta a Viterbo "sotterranea", Bagnaia (Villa Lente e borgo), Vitorchiano (borgo e Monache Trappiste),Falerii Novi, Civita Castellana (Duomo), Soriano nel Cimino (borgo e Castello), Bomarzo ("PIRAMIDE etrusca"). Facendo base a Bagnaia (presso l'ottimo B&B «da Peppe al Borgo»), tre giorni di escursione.

1° giorno:  borgo e Villa Lante di Bagnaia, borgo di Vitorchiano, Viterbo sotterranea, cena al ristorante «Il Borgo» di Bagnaia.

2° giorno: Falerii Novi, Duomo di Civita Castellana e pranzo al ristorante «Migolo'», Monastero delle Monache Trappiste di Vitorchiano, borgo e Chiesa della Misericordia di Soriano nel Cimino, cena al ristorante «Il Borgo» di Bagnaia.

3° giorno: Castello di Soriano nel Cimino e Mostra degli "Organetti" di Mario Valentini, pranzo alla pizzeria «da Gigi» di Soriano, PIRAMIDE (etrusca ?) di Bomarzo (dove abbiamo casualmente incontrato Salvatore Fosci, lo "scopritore" della piramide).


Bagnaia, torre


Mauro, Alfio, Vera, Teresa, Eliane


Bagnaia, borgo


Alfio ed Eliane in "rampicata" al B&B

BAGNAIA - frazione di Viterbo sulla Via Franchigena risalente al X secolo con il nome di Bagnaria. Nel XIII secolo venne donata dal papa al vescovo di Viterbo. Durante il Medioevo presenta alcune interessanti architetture, ma è nel Rinascimento, dopo la costruzione di Villa Lante che diviene popolare come luogo di soggiorno e di riposo. Bagnaia è famosa per il Sacro fuoco di Sant'Antonio, una pira alta oltre 8 metri per 30 di circonferenza che viene accesa ogni anno il 16 gennaio.


Vera e una bella FIAT "500"


Bagnaia, Chiesa Madonna del Rosario


proprietario, Vera, Lalla, Teresa, Mauro, Eliane, Claudio


Villa Lante, Bagnaia

VILLA LANTE (Bagnaia) - giardino manieristico costruto [1511-1566] da Jacopo Barozzi da Vignola su commissione del cardinale Gianfrancesco Gambara, prese il nome di "Villa Lante" 100 anni dopo la sua costruzione, quando passò in mano al I duca di Bomarzo, Ippolito Lante Montefeltro della Rovere. I giardini e i loro giochi d'acqua costituiscono l'attrazione principale della villa, tra i quali svetta la celebre Fontana dei Mori, opera del Giambologna.


Vera abbracciata a un albero secolare


Villa Lante, Bagnaia


Villa Lante, Bagnaia


Villa Lante, Bagnaia

VITORCHIANO

L'antico Vicus Orclanus (il che rivelerebbe una presunta dipendenza dal centro di Norchia/Orcla, luogo sacro alla dea etrusca Norzia), esistente a partire dall'Età del Bronzo (XI secolo a.C.), poi etrusco, romano, longobardo e nel 1200 teatro di contesa tra Roma e Viterbo. In questo caratteristico e pittoresco borgo medioevale sono state girate alcune scene dei film L'armata Brancaleone di Mario Monicelli (1966) e Il prode Anselmo e il suo scudiero di Bruno Corbucci (1972).

Vitorchiano (mura megalitiche)


Vitorchiano (e in fondo, minuscolo, Claudio)


Vitorchiano

film "L'ARMATA BRANCALEONE"

VITERBO - di origini molto antiche (si ritiene che Viterbo derivi dal latino Vetus Urbs, Città Vecchia), ha il più vasto centro storico medievale d'Europa ed è cinto da mura intatte e inespugnate. Storicamente è nota come la Città dei Papi (nel XIII secolo fu sede pontificia e per circa 24 anni il Palazzo Papale ospitò o vi furono eletti vari Papi).

L'episodio che attirò l'attenzione mondiale su Viterbo fu l'elezione papale del 1268-1271 che portò Gregorio X al soglio pontificio: i cardinali che dovevano eleggere il successore di Clemente IV si riunivano inutilmente da quasi 20 mesi, quando il popolo viterbese - che forniva loro vitto e alloggio - sdegnato da tanto indugio, sotto la guida del Capitano del popolo Raniero Gatti, decise di chiudere a chiave i cardinali nella sala dell'elezione (clausi cum clave), nutrirli a pane e acqua e scoperchiare il tetto lasciandoli esposti alle intemperie, finché non avessero eletto il nuovo Papa; alla fine (1272) i cardinali - pressati anche dalle continue rampogne di Bonaventura da Bagnoregio - scelsero il nuovo papa Gregorio X. Da quel momento tutte le elezioni papali avvengono in una sede chiusa a chiave: era nato il Conclave.

Nel 1962 la città è stata insignita della Medaglia d'argento al Valor Civile per gli innumerevoli caduti ed i gravissimi danni riportati in seguito ai bombardamenti alleati del 1943-44, di cui fu particolarmente pesante quello del 17 gennaio 1944. La città è famosa per il trasporto della Macchina di Santa Rosa, tradizionale e spettacolare manifestazione che si svolge ogni anno la sera del 3 settembre in onore della Santa patrona (una struttura illuminata, alta 30 metri e del peso di 52 quintali, viene portata a spalla da cento uomini, i Facchini di Santa Rosa, per le vie abbuiate della città). Nel 2013 la Macchina è stata inserita dall'UNESCO tra i patrimoni immateriali dell'Umanità.


Viterbo, fiori per "San Pellegrino in Fiore"


Viterbo, Cattedrale di San Lorenzo


il nostro gruppo con Mariagrazia


Monastero Monache Trappiste di Vitorchiano

Monastero Trappiste Vitorchiano - comunità dell’Ordine Cistercense della Stretta Osservanza (Ordine Trappista), movimento monastico che segue la Regola di San Benedetto. L'Ordine Cistercense nacque nel 1098, a Cîteaux (Francia) dove alcuni monaci dell'abbazia benedettina di Molesme costruirono un nuovo monastero per vivere con più autenticità e purezza la Regola di san Benedetto. San Bernardo entrò a Cîteaux  nel 1113 e ne divenne abate, dando un notevole impulso all’approfondimento della spiritualità monastica e alla crescita dell’Ordine. Il carisma cistercense è sopravvissuto grazie alla riforma del XVII secolo dell’Abate de Rancé nell’Abbazia cistercense di La Trappe, in Francia (da cui Trappisti): contemplazione, ascesi, comunità, lavoro manuale, alimentazione semplice e povera. Le suore Trappiste di Vitorchiano producono Olio extra vergine di oliva e i pregiati vini Coenobium Monastero e Coenobium Ruscum.


Falerii Novi, Porta di Giove


Falerii Novi, Chiesa di Santa Maria di Falleri


Falerii Veteres (Civita Castellana)

FALERII NOVI - costruita dai Romani dopo la distruzione di Falerii Veteres, capitale falisca, nel 241 a.C., in una guerra che causò 15.000 morti Falisci. Nel Medioevo La città fu  abbandonata per le invasioni barbariche e gli abitanti, per difendersi, tornano nella vecchia città, l'attuale Civita Castellana. Nel sito archeologico restano le mura (più di 2km),  40 torri (delle 80 originarie), 4 porte e la chiesa cistercense di Santa Maria di Falleri, del XII secolo.

CIVITA CASTELLANA - l'antica Falerii Veteres, capitale dei Falisci, secondo la leggenda fondata dal greco Halaesus o Aleso, figlio di Agamennone. La storia trimillenaria della città inizia con quella dei Falisci, una popolazione che si collocava tra la civiltà degli etruschi e quella dei romani. Nel 241 a.C. fu distrutta dai romani che trasferirono i superstiti (15.000 vennero massacrati) nella nuova città da loro costruita di Falerii Novi, ma nel medioevo, a causa delle invasioni barbariche, il sito originario tornò a popolarsi dando origone all'attuale Civita Castellana. Falerii Veteres è uno dei principali siti delle età del ferro e del bronzo, è ricca di aree templari, di necropoli e di santuari. Di notevole interesse, tra le altre cose, il Forte Sangallo (fatto costruire nel 1499 da papa Alessandro VI) e il Duomo, la Cattedrale di Santa Maria Maggiore, costruita a partire dal 1185 dagli architetti Cosimati e ristrutturata nel Settecento al suo interno in forme barocche. L'interno è a un'unica navata con pavimento cosmatesco, presbiterio rialzato che sorregge il pregiato altare maggiore (sarcofago romano del IV secolo), cripta e oratorio del XIV secolo.


Civita Castellana, Duomo S.Maria Maggiore


Civita C., Duomo, pavimento "cosmatesco"


Civita C., Duomo, leone che sbrana cristiano


Civita C., Duomo, cripta, Teresa e Alfio

SORIANO nel CIMINO - la prima testimonianza scritta relativa alla città è di Tito Livio che narra l'invasione da parte dei romani, nel 443 a.C., dei ferili campi sottostanti  Soriano coltivati dagli Etruschi. Nel VI secolo subisce le scorrerie dei Longobardi e fu da questi donato al papato. Tra l'VIIIe il XIIIsecolo la maggior parte del suo territorio appartiene ai monaci Benedettini (dell'Abbazia di S.Andrea in Flumine del Monte Soratte, del Monastero di S.Silvestro e del Convento di San Lorenzo di Roma). Nel Medioevo appartiene alla famiglia guelfa dei Guastapane fino al 1277 quando, accusati di eresia, vengono rimpiazzati dagli Orsini che costruiscono il Castello  attorno alla torre dei Guastapane. Poi un susseguirsi di sanguinose storie di lotte per il potere  che, passando per i Chigi e gli Albani, arriva allo Stato Pontificio e infine al Regno d'Italia. Il Castello, a partire dal 1848 e fino al 1989, viene adibito a carcere. La più antica chiesa di Soriano è la Chiesa della Misericordia.


Soriano nel Cimino


Soriano ricorda Fabrizio De André


Soriano, Castello Orsini


Soriano, Chiesa della Misericordia

All'interno di Castello Orsini c'è l'interessante  Museo della  Civiltà Contadina e altre mostre temporanee. Noi abbiamo incrociato la stupefacente mostra "Dagli organetti alle macchine parlanti fino al vinile" di Mario Valentini, che raccoglie ed espone organetti, grammofoni, fonografi, radio, mangiadisci ed altri antichi apparecchi musicali. Il signor Mario, grande esperto e appassionato, illustra e fa "sentire" dal vivo i vari strumenti. 


Soriano, Museo della "Civiltà Contadina"


Mostra "Dagli organetti.." di Mario Valentini


Soriano, FIAT "500"

È doveroso sottolineare una presenza, discreta ma costante, in tutti i borghi che  abbiamo visitato, quella della gloriosa FIAT "500", l'auto più bella del mondo.

[fonti Nemora e piramide-etrusca.it]

"PIRAMIDE" di BOMARZO - conosciuta anche come "Sasso del Predicatore", è l'altare rupestre più grande d'Europa, costruzione megalitica a gradoni forse dedicata a sacrifici agli dei, unica nel suo genere, coperto dai muschi, quasi sconosciuta ai più ed attribuita agli Etruschi. L’altare è stato "riscoperto" nella primavera del 1991 da Giovanni Lamoratta e Giuseppe Maiorano, ma a restituire splendore e dignità a questo incredibile reperto archeologico è stato Salvatore Fosci, che nel 2008 lo ha liberato dalle radici e dal terriccio che lo ricoprivano riportandolo alla luce e da allora lo cura e mantiene percorribili i sentieri che lo raggiungono. Poiché al momento nessuna indagine archeologica è stata scientificamente condotta, sulla datazione del monolite non vi è una teoria univoca. Forse si può collocare intorno al VII-IV a.C. (Periodo Etrusco),  ma potrebbe anche risalire all'XI a.C. (Periodo Villanoviano) o  addirittura al III millennio a.C. (fase Proto-Villanoviana e Cultura di Rinaldone).


Vera, Eliane, Alfio, Teresa, Mauro

Eliane, Teresa, Alfio

Piramide di Bomarzo

dalla sommità della Piramide di Bomarzo
La Piramide di Bomarzo  (coordinate: 42° 30' 17" Nord e 12° 15' 60" Est) è una misteriosa piramide nella zona del Tacchiolo di Bomarzo (area ricchissima di reperti etruschi e preistorici), non facilmente raggiungibile. Si deve percorrere la Tagliata delle Rocchette e poi proseguire per il sentiero oppure un sentiero nel bosco che passa per la lapide del cavallo Musetto, poi il punto panoramico con la roccia forata (la parte superiore di una sottostante dimora rupestre), una ripida discesa tra le rocce e infine un ultimo centinaio di metri per giungere a  questo imponente monolite di circa 8 x 16 metri a forma di piramide tronca sul quale sono state scavate 2 scalinate di 26 e 9 gradini che conducono prima a due altari intermedi e poi all’altare principale posto in cima alla piramide. La struttura si completa con altre piccole gradinate minori e sono presenti una serie di canali che dovevano servire per la raccolta di liquidi versati durante i riti sacrificali. A lato della scalinata di accesso c'è un lastrone simmetrico e levigato che sembra appoggiarsi alla scalinata stessa. L'immenso e asimmetrico altare piramidale e il lastrone laterale, immersi in un bosco che sembra senza tempo, provocano una emozione e una suggestione difficili da formalizzare in parole e che solo possono essere vissuti in prima persona, direttamente al loro cospetto.


roccia forata (della abitazione
rupestre sottostante)

 


Teresa, Alfio

Sulle tracce degli Etruschi

29 - la TUSCIA e la "PIRAMIDE" di Bomarzo
 
25-27 aprile 2019 - 483 FOTO
Claudio Maccherani, Perugia, 2019

     

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    1 - BAGNAIA

(71)

    2 - Villa LANTE

(60)

    3 - VITORCHIANO

(60)

    4 - VITERBO

(60)

    5 - FALERII NOVI

(40)

    6 - CIVITA CASTELLANA

(59)

    7 - SORIANO nel CIMINO

(70)

        gli "Organetti" di Mario Valentini

[ video, 1'40" ]

   8 - la PIRAMIDE di BOMARZO

(63)

 


Piramide di Bomarzo, Claudio
 

 


Piramide di Bomarzo

Claudio Maccherani, 2019